Caro Occhiuto, ma quanto ci costi?
Cari amici, vi siete mai chiesti quanto ci costa ogni visita sul territorio da parte di Occhiuto, anche in campagna elettorale?
È semplice, appena il #doppio del dovuto: alla società di noleggio e direttamente a lui — e chi paga siamo noi cittadini!
Secondo quanto documentato da indagini pubblicate sui media regionali:
Roberto Occhiuto ha utilizzato una Audi A6 45 TDI 3.0 quattro a noleggio come autovettura di rappresentanza, con costi mensili pari a 2.318 euro (per 30 mesi) più IVA, a carico della Regione, cioè delle casse pubbliche.
La normativa vigente (Deliberazione UP n. 16/2013) stabilisce che il noleggio dell’auto di rappresentanza debba essere coperto con il contributo auto che il Presidente percepisce (pari a 3.893,00 euro mensili). Invece, la Regione ha pagato direttamente la società di noleggio, come documentato da un decreto dirigenziale del 18 luglio 2025.
Gli avvocati di Occhiuto hanno restituito alla Regione gli importi “illegittimamente spesi”, oppure almeno ciò è stato reso pubblico, ma i dirigenti regionali competenti non hanno tuttora firmato la revoca del contratto. In assenza di tale revoca, il “rito” del noleggio continuerebbe ad aggravare le casse pubbliche.
Oltre all’Audi, emergono dubbi anche su un’altra vettura — una Range Rover Sport — il cui noleggio, secondo atti ufficiali, sarebbe stato sostenuto dalla Regione con fondi pubblici, anche dopo che l’auto sarebbe diventata inutilizzabile per un incidente.
In sintesi: noi paghiamo due volte — una volta direttamente all’azienda che noleggia il veicolo, e una seconda volta indirettamente per finanziare una pratica che avrebbe dovuto essere coperta dall’indennità personale del Presidente.
Chiediamo allora a tutti voi: ne eravate consapevoli? Ritenete accettabile che le risorse dei calabresi siano usate in questo modo, anche durante una campagna elettorale?
Dovremmo pretendere, noi cittadini, associazioni, giornalisti e forze democratiche, più chiarezza, trasparenza e responsabilità!
La Calabria merita che le sue risorse siano usate per il bene comune, non per privilegi opachi.

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