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Lo Sciopero del Venerdì: la Venere col paraocchi.

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Fonte: editorialedomani.it Permettetemi di ricordare un poeta francese che osservava con attenta severità i benpensanti conformisti del suo tempo e così commentava: "Quando gli spazzini fanno sciopero, gli sporcaccioni si indignano"  Jacques Prevert, non ne sbagliava una. Ciò viene plasticamente dimostrato, ancora oggi dalla grossolana vicenda per cui la scelta di indire uno  sciopero generale  per la giornata di venerdì 12 dicembre 2025 da parte della CGIL , in protesta contro una Legge di Bilancio ingiusta e sbagliata, ha innescato un acceso dibattito politico. Al centro della polemica si è trovato il giorno stesso, con l'ironia della premier Giorgia Meloni – "In quale giorno della settimana cadrà il 12 dicembre?" – e del suo vice, Matteo Salvini , che hanno implicitamente alluso alla possibilità di un " weekend lungo " per i lavoratori scioperanti. All'ombra di Venere...  Curiosamente, proprio questo giorno porta con sé un significato antico, u...

Una riflessione sul 'Giorno della Memoria': Siamo ancora responsabili

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Quanto tempo è realmente passato da quel 27 Gennaio 1945 , quando le truppe dell’ Armata Rossa , arrivate ad Auschwitz , rivelarono al mondo un inferno mai visto prima? Quanto siamo cambiati, in questi 72 anni? La vista di quelle persone, che Primo Levi faticava a chiamare uomini, lasciò una ferita profonda nella coscienza collettiva. E la ragione di tale impatto è da ricercare nei silenzi di chi sapeva. Quei corpi nudi, deformati, sviliti erano lo specchio della coscienza delle popolazioni europee.  La parola ‘ Olocausto ’ da allora divenne un sigillo che mai avremmo più dovuto rompere, un monito che tutto il mondo civilizzato avrebbe dovuto rispettare, un grande buco nero che avrebbe dovuto risucchiare tutte quelle tragedie che ideologie e volontà di potenza avevano prodotto fino ad allora. Nell’abisso delle proprie colpe, un sentimento unanime avrebbe voluto espiare e sotterrare le violenze del periodo coloniale , dell’eccidio dei nativi americani , degli armeni , delle foibe ,...

Aeroporto Sant’Anna: i tempi di Scilla e Cariddi non sono finiti

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La triste pantomima data in pasto ai cittadini di Crotone e di Isola Capo Rizzuto il 31 Ottobre, rende una immagine plastica delle cause politiche che hanno portato al declino del nostro territorio. Un aeroporto stritolato da due enormi mostri che stringono senza scrupoli le loro braccia in una triste contesa: i tempi di Scilla e Cariddi ancora non sono finiti. Ancora una volta la politica si spacca su una risorsa vitale per la nostra sopravvivenza. Inutili trincee scavate per difendere gli interessi dei pochi. E nel frattempo dalla provincia di Cosenza l’aeroporto di Sibari lascia la propria impronta nel Piano Regionale dei Trasporti . Un consiglio comunale convocato nell’ultimo giorno dell’operatività dello scalo pitagorico e la formalità di un documento condiviso altro non sono che l’ennesimo gesto di una politica autoreferenziale che continua a non dare risultati. Che al 31 ottobre era fissata la scadenza dell’esercizio provvisorio lo si sapeva da mesi. Che senza una ulteriore...

LA VIA DEL MARE VIA DI SALUTE ED ISTRUZIONE

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Fonte: Giornale di Calabria La strada dei diritti passa anche per la via del mare. Questa affermazione che può sembrare una banale recriminazione di impronta sindacalista invocante infrastrutture ha un senso ben più profondo riflettendo sul valore di cui stiamo parlando. Il valore da attribuire alla ‘via del mare’ è forse il punto di divergenza che causa l’insanabilità della questione, essendo diverso l’angolo di osservazione dell’amministrazione provinciale da quello delle giunte comunali locali. Quella che per la Provincia appare una semplice vena capillare, i cui risvolti economici non sono di rilevante considerazione, per i comuni è un’arteria, un punto d’accesso e di fruizione di tanti diritti, due su tutti: Salute ed Educazione. Un ospedale lontano 45 chilometri rappresenta un ostacolo insormontabile per le emergenze, i numerosi tornanti oltre ad opporsi all’immediatezza delle cure ne danneggiano il soccorso, aumentando la possibilità di ulteriori traumi. Evitando facili ironie...