Il Sogno di Fiorella: intervista a chi ha avuto coraggio.
Tra costoro c’è anche Fiorella
Candeliere, che è riuscita ad esprimere questo orgoglio, trasformando l’amore per queste bellezze in passione e
gusto, facendosi valere grazie a quel qualcosa in più che ci dà la nostra
terra.
Abbiamo voluto incontrarla per
conoscere la sua storia, perché di esempi non si è mai sazi. Fiorella ha
iniziato appena maggiorenne da Santa Severina un viaggio nel mondo della moda.
Oggi, dopo quasi venti anni, ha un atelier nel centro di Perugia, "La Belle Epoque" un nome che evoca già tutto il senso del suo talento. A Giugno 2108
ha festeggiato i primi 10 anni di attività e ha dato vita ad una piccola
eccellenza molto apprezzata in termini di qualità e risultati.
Ma per comprendere meglio
Fiorella concentriamoci sui suoi disegni: lei ha iniziato a disegnare da quando ha imparato ad
usare una matita. Il suo linguaggio personale, i segni con cui comunica il suo
essere, sono i figurini, di cui ne fa raccolta sin dalle elementari. Ogni
giorno era un giorno buono per riprodurre e rielaborare una gonna da una
rivista di moda o creare un abito dal nulla. Ed alla prima occasione, ha
iniziato a inseguire il suo sogno: dopo la maturità classica si iscrive al ‘Polimoda Fashion Design’ di Firenze
(roba non da poco). Poi il salto nel mondo del lavoro: prima un atelier di alta
sartoria a Torino, dopo arriva a Milano, la ‘Capitale Mondiale della Moda’. Diverse sono state le grandi griffe
che hanno conosciuto il tocco della sua matita, ma a queste ha voluto
rinunciare, per un principio semplice quanto insuperabile: la Libertà…
R- In realtà l'ho sempre saputo:
credo di essere nata con la matita in mano, non esiste giorno della mia vita in
cui io non abbia disegnato. Da quando sono nata ho contato oltre 5000 figurini!
Tutti scrupolosamente conservati. Siamo sempre stati un'unica cosa noi. La cosa
bella di tutto ciò è che ogni tanto sui social o anche in privato mi arrivano
messaggi di gente che ricorda di avere un mio figurino. Quando ero piccola
andavo dalle mie vicine di casa, o dalle mie compagne di scuola, sempre con
fogli, matite e colori: disegnavo un figurino e glielo lasciavo come ricordo
con tanto di dedica e firma. Questa è una cosa bellissima poiché la stessa
gente, avendo visto la mia passione sin da piccola, mi ha sempre supportata
credendo in me. Così come la mia famiglia…
D-
Raccontaci qualcosa della tua attività…
R- Se dovessi scrivere tutto ciò che penso delle mia attività ci vorrebbero ore ed ore. Posso dire che il mio lavoro è il mio mondo, tutto ciò che ho sempre sognato e voluto. E' soddisfazione, emozione, passione, è un insieme di sentimenti che ogni giorno mi dà stimoli. E' il mio punto di incontro con "gli altri", quel luogo che mi permette di conoscere la gente sotto l'aspetto estetico ma anche psicologico. Perché "moda e psicologia" vanno di pari passo. Ho costruito la mia attività e dunque il mio lavoro su questa prerogativa: "L'abito è una forma di espressione!" Non potrei mai disegnarne e crearne uno se prima non conoscessi il lato psicologico della mia cliente. Parto sempre da una scheda che riguarda la sfera emotiva di ognuna, dove viene chiesto alla stessa che rapporto ha col proprio corpo, e quali crede che siano i pregi e/o gli eventuali difetti . Da lì inizia una sorta di confronto, che mi permette di capire chiho davanti. Cerco di rispondere alle esigenze delle clienti partendo proprio da questo. Poi inizia la fase creativa, dove si pensa e si crea l’abito dell’occasione.
D- Quali sono le principali soddisfazioni in quello che fai?
Un’altra ancora è che il mio
lavoro mi permette di conoscere tanta gente. Mi piace prima di tutto instaurare
con loro un rapporto di stima e fiducia reciproca, senza le quali il mio lavoro
non avrebbe senso. La scelta di creare nel mio Atelier una sorta di “salotto” non è casuale, il divano è
simbolo di confidenza e convivialità. Le idee più belle nascono proprio da due
chiacchiere sul sofà ,magari sorseggiando un buon caffè, proprio come si fa nei
salotti delle nostre case con un’amica .
R: Il mio paese e la mia terra
sono sempre dentro di me: Santa Severina mi ha sempre appoggiata, basti pensare
che appena laureata debuttai con una sfilata proprio li, nel luogo in cui sono
nata. E il mio primo lavoro fu proprio per il Castello del mio meraviglioso
paesino. Disegnai i costumi del '500 della famiglia dei Carafa, tutt'ora
esposti nel Castello. È proprio da li che è iniziato il mio percorso
lavorativo. Le mie radici non le potrà
mai cancellare nessuno. I colori
della Calabria, i suoi profumi, la
sua luce, il suo mare, la sua gente sono spesso stati fonte di ispirazione per alcune
delle mie creazioni. Ricordo in una delle calde estati calabresi un'immagine
idilliaca di una barca dove si intravedeva una rete e un pescatore anziano che
mi sorrideva con gli occhi pieni di luce. A lungo ho avuto impressa nella mente
quell'immagine finché non decisi di disegnare una collezione proprio ispirata
ad essa. Una collezione fatta di materiali che richiamavano le reti dei
pescatori, in cui i colori predominanti erano il turchese e il blu in tutte le
sue sfumature, e poi il sabbia e i colori del tramonto: materiali fluttuanti e
colori cangianti che ricordavano il nostro bellissimo mare e la nostra
meravigliosa terra!
D:
Pensi che i Calabresi abbiano una marcia
in più?
R: Decisamente si! I Calabresi siamo gente testarda, tenace, solare, passionale...Tutte caratteristiche che mi hanno permesso di realizzare il mio sogno. Se non avessi messo in atto queste prerogative forse quello che avevo in testa sin da piccola sarebbe rimasto solo un sogno. La Calabria può vantarsi molti talenti in giro per il mondo. Conosco molti di essi che vivono il loro successo silenziosamente, con dignità, con orgoglio. Gente che è arrivata in alto, pur rimanendo umile. Perché il nostro punto di forza è proprio l'umiltà e questa cosa ci fa onore.
R: Momenti di difficoltà ne ho avuti tantissimi:
ho vissuto in diverse parti d'Italia per diverse ragioni ma sempre con l'idea
di fare la stilista. Sin dai tempi dell'Università ho capito che il mondo della
moda era comunque un mondo difficile. Che non era tutto rose e fiori. Ci vuole
impegno, devozione, passione, spirito di sacrificio, testardaggine. Sono caduta
molte volte e spesso mi sono demoralizzata. Ma le due cose che mi hanno sempre
permesso di alzarmi ed andare avanti sono state la mia passione e la mia
famiglia, che mi ha sempre supportato e ha sempre creduto in me. Grazie ai
sacrifici di mio padre e mia madre ho avuto la possibilità di frequentare una
delle scuole più prestigiose d'Italia. E' solo grazie a loro che sono riuscita
a realizzare il mio più grande sogno. Tutte le volte che ero abbattuta mi
bastava sentirli al telefono per tornare a credere in me. Ho davvero una grande
famiglia.
D: Cosa vorresti consigliare a chi intende intraprendere una carriera nel mondo del disegno di moda e dell'alta sartoria ?
Davide Dionesalvi
❤️
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