Passion of Mind by Alain Berliner
I sentimenti, le emozioni, l'attrazione e la repulsione hanno nel cuore la loro causa, ogni manifestazione che potremmo definire 'irrazionale' è frutto della nostra anima. Nella mente invece risiedono tutte le attività che riguardano il 'materiale', il concreto, le azioni che coinvolgono norme e leggi. Ma non sempre è così, a volte anche la mente si ribella ed esprime i suoi desideri; ciò accade nel sonno in cui hanno libero sfogo tutte quelle forze che di giorno non presentiamo.
Demi Moore, la protagonista di questo film, veste il
doppio ruolo di Marie e di Marthy. L'una risiede in un paese sperduto della
Francia, con due figlie e senza marito, la sua vita sono i libri, di cui scrive
recensioni. Il suo tempo è preso dall'educazione delle figlie e dalla libertà
della lettura, non esistono per lei pressioni o stress da lavoro. L'altra
invece vive in America, è padrona di una casa editrice ed il lavoro le ricopre
quasi per intero l'agenda, non ha amori seri perché non ne ha il tempo e le
pause le conta in secondi. Apparentemente nessun legame potrebbe mai inserirsi
tra le due donne, tranne quello onirico. Il fuso orario fa si che il periodo in
cui Marie lavori corrisponda col sonno di Marthy e viceversa; le due donne
vengono una a conoscenza dell'altra senza sapere che entrambe esistono. Un
sogno mai e poi mai può venir collegato alla realtà e per questo tutt'e due
assistono alla vita sognata e vi vedono dentro un alter ego, il secondo Io che
rivendica la sua autonomia. Il prolungarsi di questo fenomeno porta le due
donne a consultare degli specialisti, in entrambi i casi la soluzione
consigliata è quella di rinunciare alla vita onirica, ma il desiderio di vivere
una vita alternativa, in cui si trova tutto ciò che nella vita vera manca, è
troppo forte e così continuano i sogni. Le due vite sono parallele ma come
riflesse in uno specchio, sono due perfetti opposti che non si odiano ma si
desiderano perché rappresentano desideri inconsci e per questo non riescono a
separarsi.
Il film è volutamente ondivago, come una scacchiera
presenta un quadro bianco affiancato ad uno nero, l'ago non propende mai per
l'una o per l'altra situazione, tanto da lasciare fino alla fine il dubbio su
chi vive realmente e chi sogna. Il finale lascia un po’ di delusione anche se
riesce ad essere romantico, resta l'amarezza per veder svanire una delle due
Demi Moore ma consente di uscire dall'ambito di un contesto che altrimenti
risulterebbe troppo fantasioso e surreale. Ci accontentiamo del verisimile.

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