Quella Squadra che non c’è
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| Fonte: Corriere della Calabria |
L’Agosto petilino ci ha presentato l’ormai tradizionale torneo di calcetto, avvenimento che da qualche anno coinvolge decine di giovani non solo di Petilia che con squadre più o meno organizzate partecipano con l’obiettivo di una coppa, simbolo dei più forti e più bravi, i campioni.
Tra scatti,
dribbling e falli la passione di questi sportivi si leggeva nel loro sudore,
nelle grida ed anche nelle imprecazioni per errori arbitrali o cross poco
precisi. Ad incorniciare i ‘gladiatori da campo’ vi era l’immancabile tifo, a
dare sostegno morale e materiale alle squadre.
Petilia, come si
nota quotidianamente, vive di sport, ma il torneo non deve trarre in inganno,
perché la sportività del nostro paese presenta una grave assenza,
un’incompletezza che rende la sportività petilina zoppa. Infatti dei due
elementi succitati (sport e tifo) solo il secondo è ben organizzato, mentre di
una squadra Petilia non ne vede l’ombra ormai da qualche anno. Ogni domenica
assistiamo tra le 15 e le 17 ad una evacuazione delle piazze, il tifo si ritira
nei propri club per vedere la partita della squadra preferita, per poi
ritrovarsi sorridenti o ‘ammussati’ a commentare il gol, il rigore, i tre punti
o la sconfitta. Ma mai nessuno a chiedere
‘…e il Petelia?’. E’ possibile
che la voglia di calcio si fermi solo a guardare per novanta minuti una squadra
che non sa neanche della nostra esistenza e poi per altri giorni interi
personaggi non sempre autorevoli a commentare sempre la stessa azione? I
campetti sono sempre pieni di ragazzi grandi e piccoli che calciano un pallone,
tutta Petilia sente le loro urla ed i loro calci, non è possibile non vederli
perché sono ovunque. Eppure nessuno che pensi a dar loro una squadra che li
faccia sentire un po’ Vieri o Weah oppure Inzaghi. Se tutti i volti sorridenti
che prima delle partite si ritrovano nei club si stringessero per una volta
sola la mano e dessero una idea ciascuno nella comune volontà di ridar vita a
quella squadra che militava annualmente in una delle tre categorie calabresi;
se ci fosse un solo sì da ogni tesserato, il campo sportivo di Foresta non
resterebbe inutilizzato, tanti bravi giocatori con questa passione non
sarebbero costretti ad andare in altri paesi, tanti ragazzi avrebbero
l’occasione di mostrare le loro doti agli osservatori con la maglia del
Petilia, non in giro per la Calabria con divise di altre squadre.
Nell’anno in cui
la Calabria torna in serie A con tutti i riflettori puntati, ora che la
curiosità sportiva vuole conoscere la regione che ha pareggiato a Torino con la
JUVENTUS, non possiamo sfigurare come spesse volte è successo in passato.
Abbiamo in altri campi troppe etichette negative che la storia ci ha dato;
abbiamo ora l’opportunità di accodarci ad una squadra che la sua storia la deve
fare, non perdiamola.
Davide Dionesalvi

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