Turismo e cultura

Fonte: Gruppo Archeologico Krotoniate (GAK)

 

Venerdì 23 luglio presso il porticciolo della Punta delle Castella sono stati riportati alla luce dei frammenti di un imponente sarcofago romano. Sotto la guida di esperti in recuperi archeologici il reparto sommozzatori del corpo dei Carabinieri di Crotone ha portato a galla una parte del coperchio e un angolo, sotto lo sguardo di curiosi turisti che hanno potuto usufruire dell’opportunità di un contatto diretto con il Mondo Antico, quella Magna Grecia che ogni anno attira turismo da tutta Italia e non solo. Secondo gli archeologi, intervenuti prontamente, il sarcofago risale al II-III secolo d.C., è in marmo proveniente dalla Turchia (l’allora Medio-Oriente) e probabilmente da lì stava venendo quando si è perso in mare. All’esterno del reperto, nonostante il deposito di molti elementi di flora marina ne impedissero la visione, si potevano distinguere dei bassorilievi scolpiti raffiguranti scene di semidivinità romane impegnate in una danza dionisiaca, danza tipica dei monumenti funerari perché allusiva del mondo degli inferi. E’ raro trovare in queste zone reperti del genere, essendo la fascia crotonese una zona sacro-commerciale, il cui mercato si fondava principalmente in anfore e tesori che ancora oggi possiamo ammirare nei musei o in casa di qualche notabile. I sommozzatori affermano che questa parte del sarcofago pesa circa due tonnellate e mezzo. Il resto si trova già nel Museo di Crotone ed il complesso pesa intorno alle nove tonnellate.

La scoperta è stata fatta al largo di Isola Capo Rizzuto, dove il fondale è ormai un mosaico archeologico pian piano ricostruito dai sommozzatori; questo, infatti, non è un ritrovamento casuale e numerose sono state le immersioni prima di poter arrivare al prelevamento.

Questi sono i nostri tesori, un patrimonio che tutti dovremmo conoscere e ammirare, perché rappresentano un periodo della nostra storia in cui eravamo noi ad esportare la tecnologia ed a guidare l’economia. Visitare queste ricchezze può divenire il primo passo per trovare quelle facoltà che da qualche tempo sembriamo aver dimenticato, quell’inventiva e quella creatività da mettere al servizio della collettività, quella forza di muovere il mondo con il solo bisogno di una leva e di un punto di appoggio alla maniera di Archimede.

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