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Shakespeare in Love BY JOHN MADDEN

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Chi andrà a vedere questo film dovrà, come prima azione, togliere dalla mente il William Shakespeare dell’Amleto o di qualsiasi altra rappresentazione da lui scritta. Entrate nella sala e sedetevi con lo spirito di chi sta per assistere ad una commedia delle beffe, il cui finale toglie il fiato senza risparmiare nessun colpo di scena. La storia narra di com’è nato il dramma di Romeo e Giulietta, secondo un’interpretazione molto libera e colorita delle situazioni e delle contingenze che hanno spinto il drammaturgo inglese. Se volete chiamare l’amore con mille nomi e dipingerlo in mille metafore questo è il film che fa per voi; entrando nel cuore di Shakespeare vedrete quanto è grande la tempesta che lo guida nella creazione e quale sia il vento che spinge le sue vele. Un suo predecessore altrettanto famoso dell’antica Grecia, il tragediografo Euripide, aveva la caratteristica di smitizzare gli eroi e le divinità, presentando personaggi famosi in vesti umili e impoveriti delle loro virtù...

SALVATE IL SOLDATO RYAN by Steven Spielberg

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Per amore di una madre la patria si può anche sacrificare. Forse è questo uno dei messaggi che Spielberg decide di dare questa volta al popolo cinefilo di mezzo mondo. Dopo “ Schindler’s List ” era difficile trovare un tema ancora più profondo su cui riflettere, allora la guerra , la più antica tra le tragedie, è sembrata la più adeguata per continuare quel cine-filone a scopo educativo che pretende molta attenzione da parte del pubblico e non consente   di staccare il pensiero dalle immagini che passano sempre più vorticosamente attorno a chi guarda.  Partendo dal dramma contenuto nei messaggi di cui si serve la nazione americana per informare la famiglie della caduta in guerra di un loro caro, Spielberg narra la missione di recupero del soldato Ryan , ultimo di quattro fratelli, l’unico ad essere rimasto in vita, che non si vuole far venir meno ad una   famiglia già   troppo dilaniata da messaggi luttuosi e consolazioni ormai poco efficaci ed ancor meno possibilis...

La leggenda del Pianista sull’oceano by Giuseppe Tornatore

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  “La Leggenda del Pianista sull’Oceano” è un film musicale che si svolge sulle note di un pianoforte; vi si possono trovare le accelerazioni sceniche della tradizione americana unite con quei tempi rallentati che spesso usano i registi nostrani per darci più tempo per riflettere. Tutta la pellicola potrebbe essere portata sui tasti di un pianoforte, quel pianoforte che Novecento (è questo il nome del protagonista) usa per dar vita ad infinite melodie una più bella dell’altra, corredate di virtuosismi o intrise di semplicità. I tasti non sono dei semplici strumenti che danno toni e semitoni, sono dei prolungamenti dei pensieri, le musiche sono delle frasi che Novecento scrive mentre osserva il mare o sente il suo rumore. E il rumore del mare è una chiave importante nella sua vita, è la strada su cui egli cammina, l’unico mondo che conosce e vuol conoscere. Perché “T. D. Lemmon” Novecento nasce su una nave di crociera e viene adottato da un fuochista che gli dà questo strano nome, i...

LA VIA DEL MARE VIA DI SALUTE ED ISTRUZIONE

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Fonte: Giornale di Calabria La strada dei diritti passa anche per la via del mare. Questa affermazione che può sembrare una banale recriminazione di impronta sindacalista invocante infrastrutture ha un senso ben più profondo riflettendo sul valore di cui stiamo parlando. Il valore da attribuire alla ‘via del mare’ è forse il punto di divergenza che causa l’insanabilità della questione, essendo diverso l’angolo di osservazione dell’amministrazione provinciale da quello delle giunte comunali locali. Quella che per la Provincia appare una semplice vena capillare, i cui risvolti economici non sono di rilevante considerazione, per i comuni è un’arteria, un punto d’accesso e di fruizione di tanti diritti, due su tutti: Salute ed Educazione. Un ospedale lontano 45 chilometri rappresenta un ostacolo insormontabile per le emergenze, i numerosi tornanti oltre ad opporsi all’immediatezza delle cure ne danneggiano il soccorso, aumentando la possibilità di ulteriori traumi. Evitando facili ironie...

IL GLADIATORE by Ridley Scott

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  Le majors americane tradizionalmente hanno proposto all’attenzione del pubblico la storia antica, palcoscenico di eroiche lotte e guerre irripetibili. Personaggi come Ben Hur, Cleopatra o il Mosè sul Mar Nero sono entrati nel luogo comune cinematografico, essi celebrano la storia dei Kolossal statunitensi. Non da meno vuol essere questo film, figlio del nuovo cinema d’oggi in cui i capitali colossali non sono investiti in cartapesta e vernice ma da poderose risoluzioni grafiche e ricostruzioni particolareggiate eseguite dal computer. Se in passato le guerre si facevano a suon di comparse oggi immensi eserciti nascono da sparuti gruppi di soldati   che vengono “clonati” da potenti mezzi elettronici che li dotano di frecce infuocate e gigantesche catapulte. La sublimità che raggiunge ‘Il Gladiatore’ è poi dovuta al soggetto da ricostruire: la Roma antica. Suggestive sono le ricostruzioni del Colosseo e di tutta l’urbe della metà del I secolo d.C., riportata nella sua imponenza...